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la gioia di una vita condivisa.
Nell’impegno quotidiano, nella condivisione delle responsabilità, nel lavoro comune.
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Per il rispetto della vita, per il rispetto di ciascuno contro ogni cosa
o sostanza portatrici di distruzione.
Contro la solitudine, l’emarginazione. Contro i falsi miti. Contro ogni comportamento che non permette all’essere umano di amare, gioire, piangere, rispettare, riconoscere l’altro e se stessi

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Adolescenti spericolati,alla guida con alcol e droga Riduci

(ANSA) - ROMA, 17 FEB - Gli adolescenti italiani o almeno buona parte di essi, mette sistematicamente in atto una versione moderna di 'vita spericolata', con comportamenti rischiosi alla guida. Quasi uno su due (47%) ha avuto un incidente stradale, il 23% ammette di essersi messo al volante dopo aver bevuto troppo e il 12,5% non ha difficolta' a riferire di aver assunto sostanze psicotrope illegali prima di guidare. Sono alcuni dei risultati di un'indagine realizzata nel 2011, su ragazzi tra i 14 e i 19 anni, dall'Agenzia di sanita' regionale della Toscana.

Gli incidenti stradali in cui sono rimasti coinvolti i ragazzi non sono senza conseguenze: il 28,7% finisce al Pronto Soccorso e il 13,6% necessita' di un ricovero in ospedale. Secondo gli esperti, chi consuma sostanze psicotrope (amfetamine, ecstasy, LSD, ketamina, acido gamma-idrossibutirrico o GHB, meglio noto come 'droga da stupro'), ha un rischio dell'80% piu' alto di incorrere in un incidente grave. Alcol e droga continuano ad esercitare un certo fascino sui ragazzi di questa fascia d'eta'. Per quanto riguarda gli alcolici, aumentano i consumi eccedentari a scapito di quelli medi: circa la meta' (53,8% maschi e 48,7% femmine) riferisce di essersi ubriacato almeno una volta nell'ultimo anno. Le sostanze illegali poi sono state 'provate' almeno una volta nella vita dal 36,4% degli studenti. A farlo nell'ultimo mese e' stato uno su quattro.

fonte www.ansa.it (17/02/2012)


Dipendenza da Social Network, un fenomeno in crescita Riduci

Scoperto un nuovo e devastante effetto delle cocaina, si chiama pneumocefalo e consiste nell’ingresso di aria nel cervello e nei ventricoli cerebrali. Il caso, pubblicato sulla rivista Acta Neurochirurgica, è stato diagnosticato e segnalato dal team dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma in un paziente cocainomane con una lunga storia di dipendenza alle spalle. 

Il paziente si era presentato in ospedale in stato confusionale, lamentando un doloroso mal di testa e sintomi di ansia. La risonanza magnetica ha mostrato che, in seguito all’uso intranasale di cocaina, il setto nasale e i turbinati del soggetto erano scomparsi, così come le parti della mucosa del naso che normalmente servono a depurare e riscaldare l’aria respirata immessa nel cervello. Dagli esami clinici inoltre è emerso che la base del cranio era stata completamente distrutta e le cellule della mucosa erano morte a causa della vasocostrizione provocata dalla cocaina. 

La conseguenza era la fuoriuscita dal naso, del liquido cefalorachidiano contenuto tra il cervello e le meningi. In poche parole, l’aria entrava nel cervello ma non riusciva più ad uscire: da lì l’insorgenza del pneumocefalo. Per eliminare l’entrata di aria nel cervello, il paziente ha dovuto subire un complesso intervento chirurgico che ha consentito la riparazione delle cartilagini danneggiate, prelevandole da altre parti del corpo.

fonte: http://www.dronet.org (3 Febbraio 2012)

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13 Giugno Convegno in campidoglio Riduci

     

 

"Sportello per adolescenti e
giovani adulti a rischio penale:
riflessioni e stimoli per il futuro"
13 giugno 2011 

Si è tenuto, in una gremita Sala del Carroccio in Campidoglio, l’evento conclusivo del progetto “Sportello Sociale per minori e giovani adulti a rischio penale”, finanziato dalla Regione Lazio, attuato dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze ed affidato per la sua realizzazione, con bando pubblico, all'associazione di promozione sociale A.R.C.A.T. Lazio.

Il convegno, intitolato “Sportello Sociale per minori e giovani adulti a rischio penale: Riflessioni e stimoli per il futuro”, ha visto la presenza di Massimo Canu, Direttore dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, che ha aperto i lavori con una introduzione sull’attività progettuale messa in campo.

A seguire il Dott. Antonio Grassi - Direttore dell’Unità operativa Complessa interdistrettuale servizi per le dipendenze, il Dott. Fiorenzo Laghi - Docente di Teorie e tecniche di intervento nell’arco della vita -Facoltà di Medicina e Psicologia -Università “Sapienza di Roma” e la d.ssa Adelaide Gargiuto - Direttore UOC Prevenzione e cura delle tossicodipendenze e alcolismo - SerT ASL RMC, hanno offerto interessanti approfondimenti di psicologia che hanno costituito una necessaria base teorica per la comprensione delle tematiche affrontate.

Infine la Dott.ssa Donatella Uccella, dell’ A.R.C.A.T. Lazio - Responsabile di progetto, il Dott. Giovanni Piccini - Supervisore di Processo del Progetto, il Dott. Marco Forner - Psicologo Dirigente SerT ASL RMA e il Dott. Claudio Leonardi - Direttore UOC Prevenzione e cura delle tossicodipendenze e alcolismo — SerT ASL RMC, hanno presentato l’attività progettuale arricchendola con una serie di esempi concreti di casi rilevati durante il progetto, con situazioni di disagio di giovani e delle loro famiglie, che hanno mostrato con chiarezza le problematiche affrontate e le modalità e l’approccio che gli operatori specializzati hanno messo in campo.

Ricordiamo che il progetto è stato indirizzato alla cittadinanza romana, sono stati i minori e i giovani adulti, dai 14 ai 21 anni, con problemi di tossicodipendenza ed eventualmente di giustizia connessi a tale problematica. Esso si è dipanato attraverso una serie di attività strutturate lungo tutto l’arco della settimana, che variano dagli incontri di mutuo aiuto a quelli informativi sulle tematiche della tossicodipendenza, alle giornate di studio passando per le attività sportive. Lo Sportello ha previsto, inoltre, una necessaria integrazione e coinvolgimento delle famiglie, anche nelle attività giornaliere, al fine di poter affrontare più efficacemente le carenze comunicative all’interno dei vari sistemi familiari, così da valorizzare al meglio i punti di forza di ciascun componente.

“Iniziative come quella presentata oggi - afferma Massimo Canu - confermano la validità dell’apporto offerto dalle attività svolte dall’Agenzia, in maniera sempre più capillare nel territorio, a vantaggio della popolazione complessiva, perché sempre più diffusi sono gli interventi di carattere preventivo” .

(dal sito www.actroma.it)

Video del Covengo sul sito dell'Agenzia Dire (www.dire.it)

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